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La rivoluzione che stavamo aspettando

Ecologia profonda, educazione etica e consapevolezza per vivere la crisi come rinascita

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La rivoluzione che stavamo aspettando
editore Terra Nuova Edizioni
formato Libro
genere Ricerca Interiore Nuovi paradigmi
collana Ricerca interiore
pagine 216
pubblicazione 02/2014
ISBN/EAN 9788866810322
Copertina HD Copertina HD
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La rivoluzione che stavamo aspettando è una raccolta dei pensieri politico-sociali di Claudio Naranjo.

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La rivoluzione che stavamo aspettando è una raccolta dei pensieri politico-sociali di Claudio Naranjo.
Il volume è ricco di sapere e di rimandi ai più grandi pensatori mondiali, e di proposte dell'autore per la conduzione di un percorso rivolto al raggiungimento di una maggiore consapevolezza e di una massa critica tale da consentire un cambiamento nella coscienza globale.
Claudio Naranjo dedica riflessioni illuminanti sul significato di libertà e di educazione, e riassume le caratteristiche principali della sua psicologia degli enneatipi, ovvero della visione integrativa della personalità, soffermandosi sul contributo della meditazione nel processo di scoperta del sé.
La rivoluzione che stavamo aspettando dedica attenzione anche al programma SAT, elaborato nell’omonimo Istituto da lui fondato nei primi anni ’70, e alle modalità rivolte a umanizzare le imprese per riumanizzare la società e cambiare l’economia.
Un libro dedicato a chi guarda verso un cambiamento dello stato attuale del pianeta, e dello sviluppo umano.

 

Quarta di copertina

Questo libro è il testamento politico-sociale di Claudio Naranjo, un testo che non lascia indifferente chi lo legge. In pagine dense di sapere e
rimandi ai più grandi pensatori mondiali, l’autore propone un percorso per raggiungere una maggiore consapevolezza e una massa critica tale
da consentire un cambiamento nella coscienza globale.
Naranjo dedica riflessioni illuminanti al significato della libertà e dell’educazione, riassume le caratteristiche salienti della sua psicologia degli
enneatipi, ovvero della visione integrativa della personalità, e si sofferma sul contributo della meditazione al processo di scoperta del
sé. I capitoli conclusivi sono dedicati al programma SAT, elaborato nell’omonimo Istituto da lui fondato nei primi anni ’70, e alle modalità atte
a umanizzare le imprese per riumanizzare la società e cambiare l’economia. In chiusura il volume rilancia uno dei nodi centrali della riflessione
contemporanea: la necessità di una nuova coscienza per cambiare il mondo.
Un libro dedicato a chi guarda con inquietudine e volontà di cambiamento lo stato attuale del pianeta e dello sviluppo umano.

Biografia dell'autore

Claudio Naranjo è nato il 24 novembre del 1932, a Valparaíso, in Cile. Laureatosi in medicina nel 1959, è stato contrattista della Scuola di Medicina dell’Università del Cile, dove fece parte di un pionieristico centro di studi in Antropologia Medica (CEAM), fondato dal professor Franz Hoffman. Allo stesso tempo, portò a termine la specializzazione in psichiatria nella Clinica psichiatrica dell’Università sotto la direzione di Ignacio Matte Blanco. Interessato alla ricerca sugli effetti disumanizzanti dell’educazione medica tradizionale, in una missione assegnata dall’Università del Cile ha viaggiato brevemente negli Stati Uniti per esplorare il campo dell’apprendistato percettivo ed è allora che ha conosciuto i lavori del dottor Samuel Renshaw e di Hoyt Sherman, nell’Ohio State University.
Nel 1963 ha avuto i primi rapporti con con Raymond Cattell e l’IPAT, Istituto della personalità e dei test di abilità a Champaign (Illinois), e l’IPAR Centro di Valutazione e Ricerca della Personalità di Berkeley (California), dove ha soggiornato più volte, fino al 1970, svolgendo attività di ricerca. In questo periodo diventò allievo di Fritz Perls e in parte della prima comunità di terapia della Gestalt, e iniziò a effettuare laboratori all’istituto Esalen. Negli anni che lo portarono a diventare una figura chiave all’Esalen, Naranjo effettuò un training aggiuntivo sotto la supervisione di Jim Simkin, a Los Angeles, e partecipò a laboratori di coscienza sensoriale con Charlotte Selver. Arrivò ad essere amico intimo di Carlos Castaneda e fece parte dell’innovativa terapia psichedelica di gruppo di Leo Zeff (1965-66). Frutto di questi incontri sono i contributi di Naranjo sull’uso di armalina, MDA, ibogaina e altre fenilisopropilamine nell’ambito della psicoterapia, descritto parzialmente nel suo libro The Healing Journey.
Nel 1969 fu nominato come consulente di politica educativa al centro di ricerca creato da Willis Harman allo Stanford Researchn Institute (SRI International). Le sue tesi apparvero nel suo primo libro La unica busqueda. Durante questo stesso periodo fu coautore di un libro sulla meditazione, insieme al dottor Robert Ornstein (On the Psychology of Meditation), e ricevette della dottoressa Ravenna Helson un invito per esaminare le differenze qualitative tra libri rappresentativi del “matriarcato” e del “patriarcato” a partire dalla sua analisi fattoriale sugli scrittori di narrativa per bambini. Questa analisi lo portò a scrivere il libro Il bambino divino e l’eroe, pubblicato molto tempo dopo.
La morte accidentale del suo unico figlio, avvenuta nel 1970, ha segnato uno snodo cruciale nella vita di Claudio Naranjo, portandolo a intraprendere un lungo pellegrinaggio, sotto la guida di Oscar Ichazo, che incluse un ritiro spirituale nel deserto vicino Arica, in Cile. Secondo Naranjo fu questo il vero inizio della sua esperienza spirituale, della vita contemplativa e della guida interiore.
Dopo aver lasciato Arica iniziò a insegnare a un gruppo in Cile, che includeva sua madre, alunni di Gestalt e amici. Questo gruppo, che si formò in modo piuttosto improvvisato, prese forma nella sua attività a Berkeley, durante gli anni Settanta, e rese possibile la creazione di una entità senza fini di lucro chiamata Istituto SAT. I primi programmi SAT ricevettero la visita di una serie di maestri tra cui si annoverano il rabbino Zalman Schachter, Dhiravamsa, Ch’u Fang Chu (l’erede dell’ultimo patriarca taoista), Sri Harish Johari e Bob Hoffman.
Nel 1987 in Spagna lanciò un rinnovato Istituto SAT per lo sviluppo personale e professionale. Da allora, il programma SAT si è diffuso con grande successo in Italia, Brasile, Messico e Argentina e, più recentemente, in Francia, Germania, Colombia, Gran Bretagna e Corea del Sud.
Dalla fine degli anni Ottanta Naranjo ha diviso la sua agenda annuale tra le attività all’estero e il lavoro letterario nella propria casa di Berkeley. Le sue numerose pubblicazioni includono vari volumi sulla terapia della Gestalt, così come un’opera in divenire sulle applicazioni dell’enneagramma alla personalità (Carattere e nevrosi, Gli enneatipi nella psicoterapia, Eneagrama de la sociedad), un libro sulla meditazione (La via del silenzio e la via delle parole) e Cantos del Despertar, un’interpretazione dei grandi libri occidentali come espressioni del viaggio interiore e variazioni del racconto dell’eroe.
Ha anche affrontato tematiche di contenuto sociopolitico: nell’Agonia del patriarcato ha offerto per la prima volta la sua interpretazione della crisi mondiale come espressione di un fenomeno psicoculturale intrinseco alla stessa civilizzazione — cioè la svalutazione dell’accudimento femminile del bambino e dell’istinto infantile da parte della nostra cultura guerriera — offrendo una possibile soluzione a questa situazione nello sviluppo armonico dei nostri tre cervelli. Ha curato il volume 27 personajes in busca del ser dove, insieme a una equipe di collaboratori di ambito psicoterapeutico, ha scandagliato la tesi inedita dei 27 sottotipi della psicologia degli enneatipi. Nel 2014 ha pubblicato l’opera Ayahuasca, la vite del fiume celestiale, che raccoglie cinquant’anni del suo lavoro di ricerca in psicoterapia con questa bevanda amazzonica.
Dalla fine degli anni Novanta, Claudio Naranjo cerca di influire sulla trasformazione del sistema educativo in diversi paesi, nella convinzione che “nulla sia più desiderabile, in termini di evoluzione sociale, che lo stimolo collettivo alla sapienza, alla compassione e alla libertà individuale”. Con il suo libro Cambiare l’educazione per cambiare il mondo, (2004), ha cercato di stimolare l'ambiente educativo attraverso il progetto SAT Educazione, che offre al personale docente e agli studenti delle scuole di pedagogia un piano di studio complementare in conoscenza di sé, riparazione di relazioni familiari e cultura spirituale e, in generale, una “educazione per gli educatori”. In seguito a questi contributi, l’Università di Udine gli ha conferito, nel 2005, una laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione. Nel 2006 è stata creata la Fondazione Claudio Naranjo per dare seguito alle proposte di Naranjo concernenti la trasformazione dell’educazione tradizionale in una educazione che non trascuri quello sviluppo umano da cui dipende, secondo la sua tesi, la nostra evoluzione sociale.

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