Editoriale "L’olio: ultima vittima della globalizzazione"
Con la scusa di garantire origine e tracciabilità del prodotto, la Ue ha vietato l’acquisto di olio sfuso dal contadino. Dal primo novembre è scattata, infatti, la norma europea che obbliga i
produttori a confezionare l’olio in recipienti da 5 litri, sigillati ed etichettati.
<>pDi fatto, i piccoli olivicoltori, impossibilitati a rispettare le complesse, quanto inutili norme previste dalla nuova procedura, saranno costretti a vendere l’olio ai grossisti o a smettere di coltivare.
Una decisione che più che proteggere, penalizza i consumatori e con loro i piccoli produttori. Altro che tutela dell’olio extravergine d’oliva, si tratta dell’ennesima vittoria della grande industria che così può finalmente impadronirsi di quel 30% del mercato (pari a 400 milioni di
euro) occupato, fino ad oggi, dalla vendita diretta.
Globalizzazione è anche questo: eliminare i piccoli coltivatori e le loro produzioni artigianali per trasformare i frutti della terra in prodotti industriali anonimi e standardizzati, magari veicolati con un bel marchio ad effetto, ma vuoti di sapore e di umanità.
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