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Il libro di Pietro

La storia di un contadino toscano

Epub Il libro di Pietro
editore Terra Nuova Edizioni
formato Ebook
formato Epub
collana Decrescita e stili di vita
pagine 216
pubblicazione 11/2016
ISBN/EAN 9788866811763
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La testimonianza appassionata dei riti e delle durezze, delle forme di solidarietà e dei saperi di un universo mezzadrile ormai scomparso.
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Il libro di Pietro è la storia di un contadino, quelli di una volta, uno degli ultimi testimoni di un'epoca che è quasi completamente scomparsa. Dodicesimo nato da una famiglia povera di mezzadri del Valdarno, in Toscana, comincia sin da bambino a lavorare nei campi con aratro e zappa.

Ma la vita non era solo fatica, i contadini sapevano anche divertirsi. La musica, la poesia e la narrazione di storielle animavano le loro serate "a veglia” intorno al fuoco, condite di un’ironia mordente.

Questo libro ci accompagna nella vita di Pietro, le sue stesse parole ci raccontano aneddoti, saperi antichi, il lavoro da fare nei campi con la peculiarità di ogni stagione.
 

Quarta di copertina

Laborioso, pragmatico e con un forte senso dell’umorismo, Pietro è un tipico contadino toscano. Ha lavorato la terra con aratro e zappa fin da ragazzo. Nato, come dice lui, «nel Medio Evo», ha visto il mondo che conosceva ed amava diventare storia passata. Fortunatamente per noi ha messo su carta, con l’aiuto di Jenny Bawtree, un resoconto unico di quella cultura contadina che, solo ora che sta morendo, stiamo cominciando ad apprezzare.

Pietro inizia la sua storia con una descrizione della sua infanzia sotto il regime fascista. La sua famiglia abitava in un podere del Valdarno, ad una cinquantina di chilometri da Firenze. Come quasi tutti i mezzadri dell’epoca, viveva in condizioni di estrema povertà. Se si vedeva un contadino sovrappensiero si chiedeva: «Stai pensando ai quattrini del sale?». Oltre ai fiammiferi, infatti, il sale era l’unica cosa che il contadino doveva comprare, il resto lo produceva sul podere. Pietro dedica un capitolo intero ad un anno nella vita di un contadino e così impariamo come faceva il vino e l’olio di oliva, come lavorava la terra con i buoi, come foggiava ceste e scale con il legno di castagno: arti che si stanno perdendo man mano che se ne va la sua generazione. Ma la vita non era solo fatica: i contadini sapevano anche divertirsi. La musica, la poesia e la narrazione di storielle animavano le loro serate «a veglia» intorno al fuoco, condite di un’ironia mordente.

Come dice Pietro «i Toscani fanno battute perfino sul letto di morte!». Pietro stesso suonava la tromba, scriveva poesie in ottava rima ed è tuttora conosciuto localmente per i suoi racconti di contadini, cavalieri e briganti. Anche le cerimonie tradizionali della Chiesa offrivano un diversivo importante. Senza essere un cattolico convinto, Pietro ricorda tali avvenimenti con entusiasmo, anche se diventò comunista dopo la guerra («Cantavamo “Bandiera Rossa” ma facevamo battezzare i nostri figli, che male c’è?»). La guerra in realtà cambiò poco la vita quotidiana del contadino, ma Pietro se ne ricorda bene, in particolare l’avanzata degli Alleati, nel 1944, quando gli fu offerta la sua prima tazza di tè in prima linea, da un soldato scozzese. Fu dopo la guerra che arrivarono cambiamenti davvero radicali. Alla fine la mezzadria scomparve e Pietro lasciò la sua terra per sempre.

Pochi anni dopo iniziò a lavorare al centro di equitazione gestito da Jenny Bawtree, prima come stalliere e in seguito come cuoco. Nel corso degli anni le ha raccontato la sua vita come contadino ed insieme hanno creato questo resoconto pieno di colore, umorismo e con un pizzico di nostalgia.

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